Il settore energetico italiano sta affrontando una sfida strutturale che riguarda non solo l'incremento della capacità di generazione da fonti rinnovabili, ma soprattutto lo sviluppo di infrastrutture e soluzioni abilitanti: sistemi di flessibilità, stoccaggio, demand response, meccanismi di lungo termine e strumenti di preparedness per la gestione delle crisi. Parallelamente, il quadro regolatorio e di policy è in evoluzione, con interventi mirati alla semplificazione autorizzativa, alla ridefinizione degli incentivi e all'integrazione tra politiche energetiche, industriali e sociali. È quanto emerge dal Rapporto Utilities 2026, presentato oggi a Milano durante la CFO Utilities Conference organizzata da AGICI, in collaborazione con Accenture e Intesa Sanpaolo.
All'interno di questo scenario complesso, le utility assumono un ruolo sempre più centrale e multifunzionale. Da operatori prevalentemente focalizzati sulla fornitura di energia, si stanno trasformando in attori chiave dell'equilibrio del sistema, chiamati a garantire continuità del servizio, sicurezza degli approvvigionamenti, flessibilità operativa e contributo agli obiettivi di decarbonizzazione.
Le Multiutility
Le multiutility italiane (lo studio considera A2A, Acea, AGSM AIM, Hera, Iren, Plures) hanno investito complessivamente circa 5 miliardi di euro nel 2025, segnando una diminuzione del 14% rispetto al 2024. La variazione è principalmente dovuta alla diminuzione degli investimenti totali di A2A (-39%), riconducibile prevalentemente alle operazioni di acquisizione di Duereti avvenute nel 2024. Facendo riferimento solo al dato degli investimenti organici totali, invece, gli investimenti sono cresciuti del 10% rispetto al 2024. Considerando l'andamento per azienda, nel 2025 rispetto all'anno precedente si stimano in diminuzione gli investimenti di AGSM AIM (-4%) e in aumento quelli di Hera (+21%) e Iren (+8%).
Per il periodo 2026-2030 si prevedono investimenti totali da parte delle multiutility pari a 25 miliardi di euro. Nel dettaglio, gli investimenti previsti per il periodo 2026-2028 corrispondono a circa 18 miliardi di euro, mentre per il periodo 2029-2030 corrispondono a 6,7 miliardi di euro. Le risorse saranno destinate maggiormente alle aree reti (32%), generazione (20%), idrico (18%) e ambiente (15%), e in misura minore alla Business Unit mercato (8%) e ai data center (4%).
I Gruppi Energetici
Per l'anno 2025, gli investimenti complessivi di Gruppi Energetici (Alerion Clean Power, Alperia, CVA, Dolomiti Energia, Edison, Enel) ammontano a circa 7,8 miliardi di euro, in aumento di circa il 16% rispetto a quelli registrati nel 2024. Gli aumenti riguardano principalmente Dolomiti Energia (+187%) al netto delle acquisizioni realizzate nel 2024, Alerion (+30%) e CVA (+20%). Sono diminuiti invece gli investimenti di Edison (-18%). Degli investimenti complessivi previsti, l'81% è attribuibile a Enel, con investimenti stimati intorno ai 6,3 miliardi di euro.
Per il periodo 2026-2028 i Gruppi Energetici prevedono investimenti pari a circa 25,1 miliardi di euro, di cui il 63% riferito a Enel, il 21% a Edison e la restante parte distribuita tra le restanti aziende del campione. Se si considerano gli investimenti programmati fino al 2030, il totale aumenta a circa 29 miliardi di euro, in gran parte dovuto agli investimenti di Edison e di Dolomiti Energia, quali unici operatori ad aver pianificato investimenti oltre il 2028.
I Piani Industriali prevedono il proseguimento delle attività avviate nei primi 9 mesi del 2025. I Gruppi continueranno a sviluppare capacità FER, ad ammodernare e manutenere le reti e a sviluppare sistemi di storage. Infatti, il 44% degli investimenti sarà destinato alla Business Unit reti, seguita dalle FER (20%).
Gli Operatori di Rete
Gli investimenti stimati dagli Operatori di Rete (Ascopiave, Italgas, Snam, Terna) per il 2025 sono pari a circa 7,9 miliardi di euro, con un aumento del 21% rispetto agli investimenti totali del 2024 (6,5 miliardi di euro). La variazione maggiore riguarda Ascopiave (+540%) a seguito dell'operazione di acquisizione del 100% di AP Reti Gas North. Risultano in crescita anche gli investimenti di Italgas (+35%) e Terna (+23%). Snam registra investimenti in linea con quelli del precedente anno.
Gli investimenti pianificati per il triennio 2026-2028 dagli Operatori di Rete sono pari a circa 27 miliardi di euro. Tale importo ammonta a circa 37 miliardi di euro di investimenti al 2031 se si considerano gli investimenti programmati di Snam al 2029 e di Italgas al 2031.