I
ricavi degli operatori energetici italiani sono
attesi in leggero aumento rispetto all'esercizio precedente (+5%), passando da 71,2 miliardi di euro del 2024 a 74,7 miliardi di euro del 2025. È quanto emerge dal
Rapporto Utilities 2026, presentato oggi a Milano durante la CFO Utilities Conference organizzata da AGICI, in collaborazione con
Accenture e
Intesa Sanpaolo. Lo studio prende in considerazione Multiutility (
A2A,
Acea, AGSM AIM,
Hera,
Iren, Plures), Gruppi Energetici (
Alerion Clean Power, Alperia, CVA, Dolomiti Energia,
Edison,
Enel) e Operatori di Rete (
Ascopiave,
Italgas,
Snam,
Terna).
A
incidere maggiormente sulla performance positiva è stato il
cluster dei Gruppi Energetici, i cui ricavi registrano un aumento di circa 2,7 miliardi di euro (+10,8%), e degli Operatori di Rete (+1,4 miliardi di euro rispetto al 2024, +15,3% su base annua), caratterizzato dalle
operazioni di acquisizione che hanno ampliato il perimetro delle società del campione (Italgas-F2i Rete Gas e Ascopiave-asset distribuzione gas Lombardia, Snam-Edison Stoccaggio) laddove i cluster delle Multiutility (-0,1 miliardi di euro rispetto al 2024, -0,7% su base annua) è atteso da risultati in linea con l'esercizio precedente grazie a una maggior diversificazione del business.
Nel 2025, la
risalita dei prezzi delle commodity energetiche, in controtendenza rispetto ai 2 anni precedenti, ha generato maggiori ricavi da vendita di energia elettrica e gas. Tuttavia, questo effetto è stato contrastato da due fattori critici: la
minore produttività da fonte idroelettrica, derivante dalla normalizzazione della piovosità rispetto ai livelli registrati nel 2024, e i maggiori costi della materia prima affrontati dalle aziende che fanno ricorso maggiormente ai mercati energetici o a fonti produttive di tipo termoelettrico (in particolar modo, impianti a ciclo combinato).
Di conseguenza, si prevede una
riduzione della marginalità dell'EBITDA aggregato per le società del campione, nonostante si registri comunque una lieve crescita dell'EBITDA in termini assoluti. A questi fattori si è aggiunta, inoltre, la
riduzione del WACC regolatorio sulle principali attività regolate italiane (trasmissione e distribuzione elettrica, trasporto e distribuzione del gas), parzialmente mitigata dalla contabilizzazione degli effetti derivanti dalle operazioni straordinarie chiuse nel periodo e dall'aggiornamento dei ricavi regolati al nuovo deflatore applicato alla crescita della RAB e all'adozione dell'IPCA Italia per la rivalutazione della RAB. L'EBITDA complessivo è atteso a 17,9 miliardi di euro (+2,1% rispetto al 2024), trainato dal cluster Operatori di Rete (+15,3%) che compensa le riduzio ni attese sui cluster Multiutility (-2,5%) e Gruppi Energetici (-13,7%), con una riduzione complessiva della marginalità media del panel che passa dal 24,6% del 2024 al 23,9% del 2025.
Per quanto riguarda l'utile netto, il 2025 è atteso da un
risultato aggregato pari a 6,4 miliardi di euro, in crescita del 2,5% rispetto al 2024 (aumento di 145 milioni di euro). Il risultato atteso risulta essere in linea con il risultato operativo del campione, nonostante una lieve riduzione del tax rate medio. A parte il cluster delle Multiutility, da cui ci si aspettano risultati positivi ma in linea rispetto a quelli dell'esercizio precedente (2,1 miliardi di euro, +0,5% rispetto al 2024), si rileva il forte miglioramento atteso per il cluster Operatori di Rete (3,3 miliardi di euro, +15,2% rispetto al 2024), trainato dall'aumento degli utili di Italgas (+203 milioni di euro e +42,4% rispetto al 2024), Snam (+154 milioni di euro e +12,3% rispetto al 2024) e, seppure in misura relativa, di Ascopiave (+39 milioni di euro e +109,2% rispetto al 2024), guidate principalmente dagli incrementi dei rispettivi EBITDA. Il cluster dei Gruppi Energetici è atteso, invece, da una riduzione dell'utile netto a 1 miliardo di euro (-21,9% rispetto al 2024), generalizzato tra le varie società e determinato principalmente dalla già citata normalizzazione attesa della produzione idroelettrica.
Per l'esercizio 2025 l'
indebitamento finanziario complessivo per le aziende incluse nel campione è
atteso in crescita del 15,4%, da 57,2 miliardidi euro a 66 miliardi di euro. In merito alla sostenibilità del debito delle società incluse nel campione, valori contenuti sono stati registrati dalle aziende appartenenti al cluster Gruppi Energetici, che complessivamente mostra un
rapporto tra indebitamento ed EBITDA pari a 0,7x (rispetto allo 0,8x del 2024). Il cluster delle Multiutility presenta un rapporto di 2,8x (2,7x nel 2024). Il cluster Operatori di Rete mostra invece il rapporto più elevato, pari a 5,7x (5,2x nel 2024), grazie alla maggior possibilità di far leva su flussi stabili derivante dall'esposizione in attività regolate. I maggiori impatti sono attesi su Italgas (5,8x nel 2024, ex 5,2x) e Ascopiave (4,2x nel 2024, ex 3,7x) a causa del maggior indebitamento derivante dalle acquisizioni del periodo; queste ultime hanno contribuito solo parzialmente all'EBITDA 2025 dei Gruppi di appartenenza.
(Foto: Anton Dmitriev on Unsplash)