Iren, multiservizi quotata su Euronext Milan, ha chiuso il primo trimestre del 2026 con ricavi consolidati pari a 1.814,1 milioni di euro, in diminuzione del 13,3% rispetto ai 2.092,8 milioni di euro del primo trimestre 2025. I principali fattori di diminuzione sono riferibili alla flessione dei ricavi energetici, influenzati per oltre 50 milioni di euro dalla diminuzione dei prezzi delle commodities e per oltre 200 milioni di euro dai minori volumi delle forniture energetiche. Risultano in flessione per circa 30 milioni di euro anche le attività di efficienza energetica.
Il Margine Operativo Lordo (EBITDA) ammonta a 417,8 milioni di euro, in sostanziale allineamento (-0,2%) rispetto ai 418,5 milioni di euro del primo trimestre 2025. Il risultato è stato trainato dalla crescita organica dei business regolati, dalle sinergie ottenute e dal recupero di marginalità degli impianti di trattamento materia dai rifiuti controbilanciati dalla debolezza della filiera energetica a causa dell'incremento della competizione sull'attività di vendita e dai minori volumi idroelettrici generati per una manutenzione straordinaria agli impianti. L'utile netto di Gruppo attribuibile agli azionisti è pari a 129 milioni di euro (-5%), con il calo imputabile a maggiori ammortamenti e accantonamenti al fondo svalutazione crediti.
L'indebitamento finanziario netto è pari a 4.177 milioni di euro (-1% vs. 31/12/2025). Il lieve calo è stato possibile grazie al flusso di cassa operativo che ha più che coperto gli investimenti del periodo. Gli investimenti tecnici sono pari a 190 milioni di euro (+3%) e, in linea con il Piano strategico, hanno riguardato prevalentemente le attività regolate delle reti energetiche e del ciclo idrico integrato, ma anche lo sviluppo di nuovi progetti informatici, mantenendo una quota importante di investimenti sostenibili. Quasi il 95% degli investimenti si sono focalizzati nei nostri territori di riferimento.
"I risultati del trimestre confermano una performance operativa solida, caratterizzata da un EBITDA pari a 418 milioni di euro e un Utile netto pari a 129 milioni di euro, e sostenuta da 4 milioni di euro di crescita organica, dal progressivo dispiegarsi delle sinergie industriali, per ulteriori 4 milioni di euro, e dal recupero della marginalità degli impianti di trattamento dei rifiuti - ha commentato l'AD Gianluca Bufo - La filiera energetica, impattata in questo primo trimestre da minore produzione idroelettrica e maggiore competizione nella supply, è attesa però in miglioramento nella seconda parte dell'anno. La generazione di cassa si mantiene robusta e consente di finanziare interamente gli investimenti del periodo, pari a oltre 190 milioni di euro, preservando al contempo un profilo di indebitamento equilibrato e coerente con gli obiettivi di piano".