Nulla di fatto dell'Opec+, che ha confermato le attuali quote produttive nella riunione di inizio anno, confermando la decisione di sospendere gli aumenti produttivi previsti a febbraio e marzo 2026. Una decisione che risponde alla necessità dichiarata di mantenere la stabilità del mercato nel periodo di maggiore stagionalità e che ignora gli eventi del weekend in America Latina, di cui non viene fatto alcun cenno. L'attacco ordinato da Donald Trump in Venezuela e l'arresto del Presidente Nicolas Maduro, peraltro, non dovrebbe avere impatti nel breve, a causa della produzione marginale del Venezuela (circa 800mila barili al giorno) e di un mercato più che approvvigionato ed esposto ad un surplus nel 2026.
Gli otto paesi Opec+ che hanno aderito agli ulteriori aggiustamenti volontari alla prodizione dal 2023 - Arabia Saudita, Russia, Iraq, Emirati Arabi Uniti, Kuwait, Kazakistan, Algeria e Oman - si sono incontrati in videoconferenza domenica 4 gennaio 2026 per esaminare le condizioni e le prospettive del mercato petrolifero globale. I membri dell'Opec+ hanno quindi confermato la decisione, presa al vertice del 2 novembre 2025, di sospendere gli incrementi di produzione a febbraio e marzo 2026 a causa della stagionalità. I Paesi partecipanti hanno tuttavia ribadito la volontà di ripristinare i residui 1,65 milioni di barili al giorno, in parte o per intero, in base all'evoluzione delle condizioni di mercato ed in modo graduale.
L'Opec+ assicura che continuerà a monitorare e valutare attentamente le condizioni di mercato e, ribadendo l'impegno a sostenere la stabilità del mercato, conferma l'importanza di adottare un approccio cauto e di mantenere la massima flessibilità nella sua strategia, riservandosi di sospendere o annullare gli ulteriori aggiustamenti volontari della produzione, inclusi gli aggiustamenti volontari precedentemente implementati per i 2,2 milioni di barili al giorno a novembre 2023. Gli otto paesi hanno inoltre ribadito l'intenzione di compensare integralmente qualsiasi sovrapproduzione a partire da gennaio 2024.
Gli otto paesi Opec+ si incontreranno ancora a cadenza mensile per valutare le condizioni di mercato, la conformità della strategia e la possibile compensazione. Il prossimo vertice è previsto per il 1° febbraio 2026.
Frattanto, al Nymex il contratto di febbraio sul WTI segna un calo dello 0,98% a 56,77 dollari al barile, mentre il Brent del Mare del Nord in consegna marzo 2026 registra a Londra un calo dello 0,89% a 60,21 dollari. Performance che seguono un 2025 drammatico, in cui il greggio ha ceduto circa i 20% del suo valore a causa delle prospettive di surplus annunciate dall'AIE per il 2026 e delle divisioni politiche interne all'Opec+.