Equita ha incrementato a
11 euro per azione (+6,7% dal precedente) il
target price su
Enel, confermando la
raccomandazione "
Buy", grazie alla view positiva sulla strategia nel periodo 2026-2028. I target
presentati ieri sono superiori alle attese e mostrano il beneficio del Re-Leverage di gruppo (da 2,5x a 3x D/EBITDA) prevalentemente grazie a maggiori investimenti nei business Integrati.
Il piano ha, secondo il broker, un
ragionevole grado di visibilità considerando: l'
elevata esposizione ad attività regolate o contrattualizzate, che coprono il 90% dell'Ebitda cumulato nei prossimi 3 anni; il recepimento nelle stime degli effetti del decreto Energia, inclusi gli impatti sull'IRAP ed un'assunzione di prezzi Italia ad 85 €/MWh (stima più bassa del mercato) al di sotto della forecast Equita di 95 €/MWh; l'
orizzonte di breve periodo (2028), con posizioni già parzialmente coperte per i prossimi 2 anni e l'esposizione "lunga" clienti, che consente di sfruttare la diminuzione del sourcing cost con l'espansione rinnovabile; l'assunzione più conservativa sul cost cutting (30% più basso rispetto al piano precedente); la
ridotta assunzione sull'estensione delle concessioni di distribuzione in Italia, con una upfront fee ora limitata a 1 miliardo di euro rispetto ai 4-5 miliardi di euro del piano precedente.
Inoltre, Equita ritiene che: con una CAGR EPS del 6% annuo e un dvd yield del 5%/6%, Enel mantenga
uno dei profili più interessanti del settore, anche considerando la leva contenuta (che rimane tra le più basse del settore nonostante il re-leverage), l'elevata esposizione regolata e la visibilità di breve (piano al 2028); la
valutazione sia ancora appealing a 12.6x PE e 7.8x EV/EBITDA sul 2027 rispettivamente al -19% e -15% di sconto rispetto alle Utilities Integrate in Europa (15.6x PE e 9.2x EV/EBITDA) nonostante il maggiore dividendo ed il debito comparabile.