Oltre al petrolio, salgono i
prezzi anche del
gas naturale europeo, estendendo il rally delle ultime due sedute dopo la rottura totale della mediazione diplomatica in Medio Oriente, che ha riacceso i timori su possibili carenze di approvvigionamento invernale. Il
contratto benchmark olandese TTF si aggira intorno ai
61 euro al megawattora in rialzo di circa lo 0,6% – avendo raggiunto anche i 62,4 euro nelle prime ore del mattino –, dopo il balzo dell'8% della seduta precedente, mentre i
contratti britannici hanno guadagnato terreno avvicinandosi a
151,5 pence per therm.
Sembrano infatti naufragare le speranze di una
rapida soluzione diplomatica nel
Golfo Persico, dopo che il presidente Usa
Donald Trump ha chiesto a Teheran un
risarcimento economico diretto per le vittime dei conflitti regionali, in risposta a una bozza di intesa tra Iran e Oman. L'Iran ha ribadito che lo
Stretto di Hormuz resterà chiuso al transito commerciale fino a quando Washington non soddisferà ulteriori condizioni, con i flussi di
GNL, in particolare i carichi provenienti dal Qatar, ancora fortemente ritardati o dirottati.
A peggiorare il quadro contribuiscono le
scorte europee di gas: a metà agosto si attestano a poco meno del 57% della capacità, ben al di sotto della media quinquennale del 71% per questo periodo dell'anno, penalizzate anche dalle
ondate di calore estive che hanno spinto i generatori elettrici a bruciare gas anziché stoccarlo.