Rivista leggermente al rialzo la condizione del settore dei servizi dell'Eurozona, che però si conferma in contrazione ad aprile. Lo rivela l'indagine sulle aspettative dei direttori acquisto delle imprese, condotta da Hamburg Commercial Bank per S&P Global.
L'indice PMI dei servizi nella Zona Euro ad aprile 2026 si è attestato a 47,6 punti, meglio dei 47,4 della stima preliminare, ma inferiori ai 50,2 del mese precedente. L'indicatore si mantiene fra l'altro sotto la soglia critica dei 50 punti che separa una fase di contrazione (sotto) da una di espansione (sopra). Parallelamente, l'indice PMI composito è stato rivisto al rialzo a 48,8 punti dai 48,6 della stima preliminare, ma risulta inferiore ai 50,7 del mese precedente.
Per quanto riguarda le economie più importanti dell'Area Euro, l'Italia vede salire il PMI dei servizi a 49,8 punti dai 48,8 punti precedenti e sopra il preliminare di 47,9. Il PMI composito viene indicato a 50,5, in zona espansione, dai 49,2 precedenti. La Germania al contrario vede scendere il PMI servizi a 46,9 punti, in linea con la stima preliminare, dai 50,9 del mese precedente, con un PMI composito che cala a 48,4 da 51,9. La Francia registra un peggioramento del PMI servizi a 46,5 punti, in linea con la stima preliminare, dai 48,8 del mese precedente, mentre il PMI composito scende a 47,6 da 48,8.
"I dati PMI finali di aprile sull’eurozona confermano i precedenti segnali di un’economia che scivola in contrazione, poiché l’attuale conflitto mediorientale sta deragliando la ripresa configuratasi prima dell’inizio del conflitto", commenta Chris Williamson, Chief Business Economist presso S&P Global Market Intelligence, avvertendo "Anche se il PIL ha segnalato finora solo un modesto calo trimestrale dello 0,1%, la completa assenza di segnali di un prossimo alleggerimento della crisi suggerisce che la contrazione potrebbe aggravarsi".
"Finora il settore terziario è stato colpito più duramente, con le aziende a contatto col cliente che hanno sofferto restringimenti dei margini significativi dovuti al duplice impatto dell’impennata dei prezzi energetici e dell’interruzione dei trasporti", prosegue l'analista, segnalando che il settore manifatturiero "ha mostrato resilienza accumulando scorte, a causa dei timori di ulteriori impennate dei prezzi e di strozzature negli approvvigionamenti", ma nei mesi a venire "le scorte verranno smaltite" e " non solo si smorzerà la crescita manifatturiera", ma vi sarò anche "un effetto domino sull’economia terziaria".