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febbraio
Teleborsa

Eurozona, ripresa a passo di lumaca per la manifattura tra ordini in calo e costi in salita

articolo pubblicato il 2 febbraio 2026 - 10.30 in Macroeconomia
La produzione manifatturiera è aumentata nell’area dell’euro a gennaio, per la decima volta negli ultimi undici mesi, ma senza tanto vigore poiché gli ordini sono diminuiti rispetto a dicembre. Nel frattempo ci sono stati ancora tagli occupazionali e le aziende hanno ridotto i loro acquisti, anche se in questo caso la diminuzione è stata minima. La fiducia è comunque salita ai massimi registrati da febbraio 2022.

Altrove, il potere di stabilire prezzi da parte delle aziende manifatturiere è parso limitato, con tariffe praticamente invariate rispetto al mese precedente nonostante l’inflazione dei costi abbia accelerato raggiungendo il valore massimo in tre anni. L’HCOB PMI del Settore Manifatturiero Eurozona, che misura lo stato di salute generale delle aziende manifatturiere dell’eurozona ed è redatto da S&P Global, è rimasto in territorio di contrazione a gennaio con 49,5, segnando il terzo mese consecutivo in cui il valore principale è rimasto al di sotto della soglia di non cambiamento di 50. Si è trattato comunque di un valore superiore al minimo in nove mesi toccato a dicembre con 48,8 ed indicativo di un peggioramento tutto sommato marginale.

Questo risultato al di sotto di 50 è arrivato nonostante l’espansione dell’indice della produzione - il decimo in 11 mesi - poiché è stato influenzato negativamente da tre delle cinque componenti principali dell’indice. Il più notevole è stato l’indice dei nuovi ordini, che pesa maggiormente sul calcolo finale del PMI, e che a gennaio si è contratto per il terzo mese consecutivo.

I dati nazionali hanno rilevato miglioramenti delle condizioni del settore in alcuni paesi. Ci sono state espansioni in Grecia, Francia e Paesi Bassi, col PMI francese salito ad un notevole valore massimo in 43 mesi. Detto ciò, questi aumenti sono stati più che controbilanciati da peggioramenti in Germania, Italia, Spagna e Austria.

L’incremento della produzione manifatturiera nell’eurozona è stato minimo e simile alla media osservata nel corso del 2025.
Il tasso di crescita è stato limitato da un nuovo calo dei flussi di nuovi ordini. Il volume delle nuove commesse ricevuta dalle aziende produttrici di beni è diminuito per il terzo mese consecutivo ad inizio anno, anche se la contrazione era lieve e rallentata. I nuovi ordini esteri, che includono il traffico intra eurozona, sono anche diminuiti, continuando il trend iniziato lo scorso luglio.

Continuano nel 2026 le politiche di risparmio con riduzioni osservate questo mese dei livelli occupazionali, delle attività degli acquisti e degli inventari. La manodopera è stata ridotta per il trentaduesimo mese consecutivo, benché questi ultimi tagli siano stati i minori da settembre 2025. Il calo degli acquisti ha rallentato ed è stato lieve. Le scorte, sia dei fattori produttivi che dei prodotti finiti, hanno mostrato accelerazioni dei tassi di contrazione in ambedue i casi.

Le fabbriche dell’eurozona stanno intanto affrontando pressioni sui costi più intense poiché il tasso di inflazione dei costi ha accelerato toccando il valore massimo in tre anni. I prezzi alla vendita erano invece praticamente invariati rispetto a dicembre, mostrando quindi limiti dei poteri decisionali delle aziende sul listino.

Per quanto riguarda le prospettive future, le aziende manifatturiere dell’area dell’euro appaiono più ottimiste rispetto alle previsioni per i prossimi 12 mesi, con valori massimi di questo indice da febbraio 2022.

"Si possono vedere dei progressi nel settore manifatturiero, ma a passo di lumaca. Dopo il calo di dicembre, la produzione è salita appena ad inizio anno, continuando praticamente la fase di crescita osservata tra la primavera e l’autunno scorsi, ha dichiarato Cyrus de la Rubia, Chief Economist presso la Hamburg Commercial Bank, commentando i dati PMI. Il flusso di ordini non è stato di grande aiuto poiché si è contratto, anche se non altrettanto drasticamente che a fine anno. In questo preciso momento è difficile capire cosa potrebbe porre fine all’esaurirsi delle scorte che rende improbabile una ripresa nel breve termine. Eppure, rispetto alle prospettive di espansione della produzione, le aziende sono più ottimiste di quanto lo fossero a dicembre. Segnali incoraggianti sono arrivati da Grecia, Francia e Germania. In Grecia la crescita del manifatturiero è aumentata notevolmente. Anche in Francia l’espansione ha mostrato un'accelerazione, ed in Germania il crollo di dicembre ha lasciato il passo ad un calo solo lieve. L’immagine in Italia è invece meno ottimistica, con l’industria in piena contrazione. Anche in Austria le condizioni sono peggiorate notevolmente rispetto ai mesi precedenti. La Spagna, che era stata in testa alle quattro maggiori economie della zona euro durante la gran parte degli ultimi due anni, ha visto adesso l’industria manifatturiera in declino per due mesi consecutivi. Tutto sommato, questa immagine irregolare nell’eurozona non sta esattamente preparando il terreno per una ripresa sostenuta. Spicca il grosso aumento dell’inflazione dei costi. Il netto incremento del prezzo del gas naturale a gennaio e, a livello minore, quello del prezzo del petrolio, hanno sicuramente giocato un ruolo importante. L’impennata dei costi energetici potrebbe essere solo temporanea, dato che sembra connessa alle temperature invernali eccezionalmente fredde in Europa e Stati Uniti. Allo stesso tempo, una larga gamma di metalli industriali è diventata più cara a gennaio rispetto al mese
precedente che, di per sé, non è necessariamente un segnale negativo poiché mostra una maggiore domanda a livello dell’industria globale. Ma, per le aziende che dipendono da metalli come rame, alluminio o nickel, questo incremento, assieme ai maggiori costi energetici, fa pressione sui margini di profitto. D’altra parte i prezzi rimangono generalmente appiattiti poiché le aziende non sembrano avere la capacità di incrementarli in modo conforme all’aumento dei costi""

(Foto: © iloveotto/123RF)

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