L'oro vola su un nuovo record storico confermando la sua natura di bene rifugio, d fronte al crescere delle tensioni geopolitiche ed in risposta ad una domanda che si conferma robusta, soprattutto per l'oro come investimento (flussi di ETF). La disputa aperta fra i Paesi dell'UE e gli Stati Uniti, due alleati chiave della Nato, a causa della questione della proprietà della Groenlandia di certo non facilita le relazioni internazionali, mentre si avvicina l'appuntamento chiave con il World Economic Forum di Davos.
Oro da record vicino a 4.700 dollari
Questa mattina, l'oro ha toccato un nuovo massimo di tutti i tempi sui mercati internazionali. Il prezzo sport dell'oro ha toccato un picco di 4.677,82 dollari, mentre il future in scadenza a febbraio sull'oro ha testato un record di 4.697,71 dollari l'oncia, per poi assestarsi sui 4.674,09 USD/oncia, in rialzo dell'1,73% rispetto alla chiusura precedente. Stesso movimento, anche amplificato per l'argento, il cui contratto a termine in consegna marzo ha toccato un massimo intraday di 94,35 dollari l'oncia, per poi scambiare a 93,075 (+5,13%). Non sono da meno gli altri metalli nobili come platino e palladio, che fanno segnare rialzi rispettivamente dell'1,82% e dell'1,4%.
Gioca a favore lo scontro USA-UE
A sostenere le quotazioni die metalli preziosi, che sono tipicamente die safe-heaven (beni rifugio) concorrono le tensioni fra Stati Uniti ed Unione Europea, amplificatesi a causa della disputa sulla Groenlandia. Gli sviluppi del weekend non preannunciano nulla di buono, con il Presidente Donald Trump che ha addirittura minacciato di imporre dazi aggiuntivi del 10% a partire dal 1° febbraio agli scambi con gli otto Paesi che si sono schierati a difesa della Groenlandia - Danimarca, Norvegia, Svezia, Francia, Germania, Regno Unito, Olanda e Finlandia - mentre l'UE ha minacciato di rispondere con contro-dazi per un valore di 93 miliardi di euro.
Il teatro dello scontro si sposta a Davos
Gli sviluppi di questa querelle si vedranno nell'ambito della cornice delle alpi svizzere, a Davos, dove i leader mondiali sbarcheranno per partecipare al World Economic Forum, un appuntamento annuale imperdibile per chiunque. La tensione sarà palpabile ed il consueto sondaggio condotto dal Zurich e Marsh ha già anticipato che le principali preoccupazioni dei senior leader intervistati riguardano proprio le "divisioni" geopolitiche e l'instabilità sociale. Se nell'immediato, il confronto geoeconomico, i conflitti armati tra Stati, gli eventi meteorologici estremi, la polarizzazione sociale e la misinformazione e disinformazione sono citati fra i rischi immediati, nel quadro di medio termine (orizzonte biennale) la misinformazione e disinformazione e la polarizzazione sociale salgono rispettivamente al secondo e al terzo posto.
Domanda di oro ai massimi di sempre
La domanda di oro delle banche centrali resta forte, ma anche gli investimenti in oro finanziario stanno crescendo sempre più r rapidamente. Lo conferma l'ultimo report del World Gold Council sui flussi di ETF, che hanno registrato a dicembre il settimo mese consecutivo di flussi positivi pari a 10 miliardi di dollari. I flussi sono stati sostenuti dal Nord America, che ha registrato a dicembre flussi positivi per 6 miliardi, mentre Asia ed Europa hanno seguito il trend, con l'UE che ha registrato flussi positivi per 1 miliardo sostenuti da UK e Svizzera. Grazie alla continua forza del prezzo dell'oro e agli afflussi costanti, gli asset in gestione (AUM) degli ETF sull'oro a livello globale sono aumentati del 5% nel mese, mentre le partecipazioni sono aumentate del 2%.