Secondo i dati dell'indagine HCOB PMI, il settore manifatturiero dell'area euro ha registrato a febbraio la prestazione più forte in quasi quattro anni, con un nuovo aumento dei nuovi ordini che ha favorito una vigorosa espansione della produzione industriale. Anche le aspettative sulla produzione per il prossimo anno si sono rafforzate, con le aziende manifatturiere di tutto il blocco valutario che hanno riportato il livello di ottimismo maggiore riguardo alle prospettive di crescita dal febbraio 2022.
Tuttavia, ci sono stati ulteriori segnali di maggiori pressioni sui prezzi, poiché l'inflazione dei costi dei beni è accelerata per un terzo mese consecutivo, raggiungendo il valore massimo in appena oltre tre anni. I prezzi di vendita delle aziende manifatturiere, di conseguenza, sono aumentati e in una misura che non si osservava da marzo 2023.
L’HCOB PMI del Settore Manifatturiero Eurozona, redatto da S&P Global, che misura lo stato di salute generale delle aziende manifatturiere dell’eurozona, si è mosso al di sopra della soglia neutra di non cambiamento di 50.0 e in territorio di crescita per la prima volta da agosto scorso. Salendo da 49.5 di gennaio, e attestandosi a 50.8 a febbraio, l’indice principale ha segnalato l’espansione maggiore delle condizioni operative delle aziende manifatturiere dell’area euro da giugno 2022.
I dati nazionali hanno rilevato che c’era ben altro oltre alla ripresa del dato aggregato. Sei degli otto paesi monitorati hanno
infatti registrato a febbraio valori del PMI manifatturiero in salita – il massimo dal novembre scorso. Tale dato include la
Germania, che ha riportato il miglioramento più netto delle condizioni operative delle aziende manifatturiere da quasi quattro
anni. La Francia è stata l'unica di queste sei nazioni ad osservare un rallentamento su base mensile, con la relativa
economia manifatturiera sostanzialmente in stallo dopo la forte ripresa di gennaio. Spagna e Austria sono state le eccezioni
di febbraio, e hanno riportato rispettivamente stagnazione e un marginale peggioramento rispetto al mese precedente.
Per quanto riguarda le prospettive future, le aziende manifatturiere dell'eurozona hanno riportato a febbraio un maggiore ottimismo riguardo alle prospettive di crescita del prossimo anno, con la fiducia delle imprese che infatti è salita al massimo degli ultimi quattro anni.
"Sembra siamo davanti ad una ripresa generale del settore manifatturiero dell'area euro, con sei degli otto paesi coperti
dall’indagine che in questo momento stanno riportando una crescita. Il manifatturiero tedesco, dove abbiamo assistito ad un
forte salto dell’indice PMI principale, è tornato a crescere per la prima volta in tre anni e mezzo. Tra le quattro maggiori
economie europee, la Germania ha mostrato il tasso di crescita più rapido del settore manifatturiero. Certo, non stiamo
parlando di un picco di crescita, ma di una ripresa moderata derivante, tra le altre cose, da un basso livello di attività in un
contesto di sfide strutturali persistenti come gli elevati prezzi energetici, la forte concorrenza da parte della Cina e dei dazi
statunitensi", ha affermato Cyrus de la Rubia, Chief Economist presso la Hamburg Commercial Bank, commentando i dati PMI.
"Gli incrementi dei prezzi dei beni hanno subito un’accelerazione per quattro mesi consecutivi, riportando a febbraio persino
un netto aumento. Diverse aziende campione hanno evidenziato l'aumento dei prezzi dell'energia e dei metalli, così come il
CBAM (meccanismo di adeguamento per la cattura del carbonio) entrato in funzione ad inizio anno. Le aziende sono riuscite
a trasferire parte di questi aumenti di costo ai loro clienti, ma è probabile che i loro margini abbiano comunque sofferto.
Le aziende del settore manifatturiero sono risultate piuttosto ottimiste sulla loro capacità di vendere più beni nei mesi futuri e
le loro aspettative produttive sono cresciute ancora una volta rispetto al mese scorso. Tale ottimismo arriva soprattutto
dall'Italia e dalla Germania. In Germania ciò è molto probabilmente dovuto a una maggiore spesa pubblica in infrastrutture e
difesa, da cui l'Italia, in quanto principale partner commerciale, potrebbe anche trarre vantaggio. Tale sviluppo si può
osservare anche nei nuovi ordini. La Germania e l’Italia hanno guidato questa crescita, mentre le aziende manifatturiere in
Francia e Spagna hanno riportato un numero inferiore di nuove commesse".
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