Il Presidente americano
Donald Trump rispedisce al mittente il piano in sette giorni proposto dall'Iran per riaprire lo Stretto di Hormuz ed avviare i negoziati di pace e sul nucleare,
ma non chiude questo nuovo round di negoziati svoltisi a margine dell'assemblea Onu, annunciando
l'avvio di nuove trattative in settimana.
La proposta di Teheran
Il ministro degli Esteri iraniano
Abbas Araghchi, venerdì scorso,
aveva annunciato un piano che prevedeva l'immediato stop dei bombardamenti, la riaapertura dello Stretto al traffico marittimo e l'avvio di negoziati sul nucleare
entro sette giorni, a condizione che gli Stati Uniti bloccassero immediatamente gli "atti di aggressione" contro l?Iran, quali il blocco navale e la guerra economica.
Trump dice no, ma non chiude
Il leader statunitense, sabato mattina, ha sancito il
fallimento dei nuovi negoziati, dichiarando ai media americani che
Teheran "ha fatto una proposta, ma l'ho respinta" e che il governo iraniano vorrebbe un accordo "perché sta perdendo".
Secondo il Wall Street Journal, il
tycoon avrebbe anche ventilato la possibilità di r
iprendere i bombardamenti dopo le elezioni midterm a novembre. Un peggioramento rispetto a quanto affermato in precedenza, quando aveva ventilato la possibilità di porre fine al conflitto in Medio Oriente dopo le elezioni midterm.
Ma il weekend sembra aver portato consiglio e
Trump ha riaperto uno spiraglio per nuovi colloqui con l'Iran in settimana, anche se il Presidente ha precisato che una
ripresa degli attacchi resta una opzione sul tavolo.
Petrolio sconta incertezza e resta a quota 100
L'indecisione di Trump e la possibilità di una ripresa degli attacchi, che potrebbe vanificare l'ultimo round negoziale, stanno facendo lievitare il prezzo del
petrolio, che alla riapertura dei mercati lunedì mattina
sosta a cavallo die cento dollari al barile.
Il future sul
Brent in consegna novembre, verso la scadenza,
scambia a 107 dollari al barile in
rialzo del 2,89%, mentre il contratto di dicembre più scambiato viaggia attorno ai 99 dollari (+1,55%). Il
WTI statunitense in consegna a novembre tratta a
94 dollari (+1,74%), mentre il successivo contratti di dicembre mostra un prezzo di 90 dollari (1,5%).