Un pacchetto di interventi normativi e autorizzativi, sostanzialmente a costo zero per le finanze pubbliche, potrebbe sbloccare fino a 100 miliardi di euro di investimenti privati nel sistema energetico italiano entro il 2035. È la principale indicazione dello studio "Reti e infrastrutture: mix ottimale di investimenti per uno sviluppo equilibrato del sistema energetico", presentato da AGICI e Accenture in occasione del 26° Workshop annuale dell'Osservatorio Utilities.
L'analisi parte da una fotografia critica del sistema italiano. Nel 2025 il PUN ha raggiunto 121,76 euro/MWh, contro 89,72 euro/MWh della Germania, 67,05 euro/MWh della Spagna e 63,25 euro/MWh della Francia, con uno spread di 36,8 euro/MWh rispetto alla media europea. Il differenziale è ricondotto al ruolo del gas come tecnologia price-setter in circa l'80% delle ore. Sul fronte della sicurezza, il tasso di dipendenza energetica è al 74% (contro il 58% della media UE), con il gas che pesa per il 40% del mix energetico e viene importato al 95%. Il gap rispetto agli obiettivi Fit for 55 al 2030 è stimato in 144 MtCO2.
Le utility italiane investono già circa 14 miliardi di euro all'anno, ma diverse barriere frenano lo sviluppo. Sulla generazione rinnovabile risultano in attesa 322 GW di richieste di connessione, con tempi autorizzativi tra 4 e 7 anni contro 1-2 anni dei principali Paesi europei. Nel primo trimestre 2026 sono stati installati 1,68 GW di nuova capacità, contro un obiettivo PNIEC di almeno 10 GW annui. L'86% delle concessioni idroelettriche scade entro il 2029 senza un framework nazionale per le gare, mentre il Piano di Sviluppo Terna da oltre 23 miliardi sconta iter autorizzativi di 5-8 anni.
Lo studio stima che l'attuazione degli interventi proposti – tra cui calendario certo per le aste FER, completamento delle mappe delle aree idonee, sblocco delle concessioni idroelettriche, piano pluriennale per la flessibilità con inclusione dei pompaggi (13,6 GW di potenziale), estensione della capacità di rigassificazione e avvio del framework per gli SMR – produca al 2035 una riduzione del PUN fino a 15 euro/MWh, un calo della dipendenza energetica di 8 punti percentuali (dal 74% al 66%) e un taglio delle emissioni di circa 30 MtCO2/anno, pari al 20% del gap residuo Fit for 55. Il CAPEX privato abilitato è stimato fino a 100 miliardi cumulati, di cui 60-65 miliardi su rinnovabili e reti.
"L'Italia può affrontare il trilemma energetico con gli strumenti che già ha a disposizione. Le utility investono, le tecnologie ci sono, il capitale privato è disponibile. Ciò che manca non è il denaro pubblico, ma la certezza normativa e la continuità di policy. Le iniziative che presentiamo agiscono simultaneamente su prezzo, sicurezza e sostenibilità: il loro valore più profondo è evitare che, a ogni nuova emergenza, il sistema sia costretto a scegliere tra un obiettivo e l'altro", ha commentato Pierfederico Pelotti, Responsabile del Mercato Utilities di Accenture Italia.
"Con il mondo entrato in una fase di tensioni geopolitiche permanenti e nuovi equilibri regionali, le utilities assumono il ruolo di attori centrali per la sicurezza nazionale e la competitività del Paese. La realizzazione in tempi rapidi di infrastrutture cruciali quali reti, rinnovabili, bacini idrici, stoccaggi e impianti di recupero delle materie prime critiche richiede oggi una capacità di esecuzione industriale e istituzionale all'altezza della sfida. In questo quadro complesso occorre intervenire sui nodi che ancora rallentano l'apertura dei cantieri, a partire dal partenariato tra pubblico e privato e dalle concessioni idroelettriche: oggi più che mai, il ritardo ha un costo che il Paese non può più permettersi", ha aggiunto Marco Carta, Amministratore Delegato di AGICI.
Nel corso dell'evento sono stati assegnati i Premi "Manager Utilities – Andrea Gilardoni": ad Alessandro Russo (Magis) per i Servizi Pubblici Locali, a Stefano Granella (Dolomiti Energia) per l'Energia, a Giorgia Caprioli (KEY – The Energy Transition Expo) il riconoscimento "L'energia di domani: il futuro è donna", e un Riconoscimento Speciale a Umberto Quadrino, Presidente di Tages.