L'
indice dei prezzi al consumo in
Canada è
salito al 2,4% a marzo, a seguito dell'impennata dei prezzi della
benzina causata dalla
guerra in Iran, sebbene il dato sia risultato leggermente
inferiore alle aspettative degli economisti. Si prevedeva, infatti, che l'inflazione complessiva accelerasse al 2,6%, rispetto all'1,8% di febbraio.
Su
base mensile, invece, l'indice dei prezzi al consumo è aumentato dello 0,9%, a fronte del +0,5% del mese precedente, rispetto alla previsione dell'1,1%.
Secondo il rapporto di
Statistics Canada pubblicato lunedì, i
prezzi della benzina sono aumentati del 21,2% su base mensile, registrando il maggiore incremento mai registrato, a causa del conflitto in Medio Oriente che ha fatto salire i prezzi del petrolio a livello globale.
Escludendo la benzina, l'indice è
rallentato al 2,2% dal 2,4% di febbraio.
Nel frattempo, i
prezzi del gas naturale sono diminuiti del 18,1% su base mensile, moderando l'aumento dei prezzi dell'energia. StatCan ha osservato che i prezzi del gas naturale dipendono dall'
offerta nordamericana e sono "pertanto
più protetti dalle variazioni dei prezzi globali".
I dati di lunedì rientrano pertanto nelle attese della Banca del Canada, il cui governatore
Tiff Macklem venerdì scorso ha
dichiarato di aspettarsi una
accelerazione ma rimanendo
sotto il 3% e di prestare attenzione alle
aspettative di inflazione a medio e lungo termine nel decidere se saranno necessari
aumenti dei tassi.
La banca centrale ha segnalato l'intenzione di
non considerare l'impatto a
breve termine dello
shock petrolifero e, al contempo, di monitorare se l'effetto si estenderà oltre i prezzi della benzina, valutando i
rischi inflazionistici rispetto alla persistente
debolezza dell'economia.
(Foto: sebastiaan stam su Unsplash)