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UE, nuovo record per importazioni di GNL nel 2025. Sempre più dipendente da USA

articolo pubblicato il 13 maggio 2026 - 13.15 in Energia
Le importazioni di gas naturale liquefatto (GNL) nell'Unione europea hanno raggiunto il livello record di 146 miliardi di metri cubi (equivalenti a circa 1700 TWh) nel corso del 2025. Questo incremento è stato determinato da una maggiore domanda di gas e da un livello iniziale inferiore di stoccaggio alla fine dell'inverno 2024-2025, con i siti di stoccaggio pieni solo al 34% al 1° aprile 2025, rispetto al 59% dell'anno precedente. È quanto emerge dal report annuale dell'Agenzia dell'UE per la cooperazione fra i regolatori nazionali dell'energia (ACER).

Nel corso del 2025 l'UE ha ricevuto 1.650 carichi di GNL, con un incremento di 267 spedizioni rispetto all'anno precedente. Il mese di marzo 2025 ha registrato il maggior numero di scarichi dell'anno, con un totale di 150. La Francia si è confermata il maggiore importatore, con 31 miliardi di metri cubi, mantenendo la sua posizione di leader dal 2022. Seguono i Paesi Bassi (24 miliardi di metri cubi) e la Spagna (23 miliardi di metri cubi). Gli incrementi maggiori nelle importazioni di GNL si sono registrati in Belgio e in Italia, con aumenti rispettivamente di 6,3 miliardi di metri cubi e 6 miliardi di metri cubi. L'Italia ha registrato importazioni di GNL per 20,6 miliardi di metri cubi.

La dinamica europea si inserisce in un contesto globale nel quale la produzione globale di GNL ha registrato il maggiore aumento su base annua dal 2022, con un incremento di 35 miliardi di metri cubi (6%). Allo stesso tempo, il 2025 è stato un anno record per le decisioni finali di investimento nella costruzione di nuove capacità produttive di GNL, con l'aggiunta di ulteriori 90 miliardi di metri cubi di capacità. Gli Stati Uniti hanno rappresentato la maggior parte della produzione incrementale e delle nuove capacità che hanno raggiunto le decisioni finali di investimento.

Allo stesso tempo, il consumo di gas naturale nell'Unione Europea ha mostrato un trend decrescente dal 2019. Ciò riflette un cambiamento strategico verso l'elettrificazione e la decarbonizzazione, influenzato anche da eventi geopolitici che hanno provocato impennate dei prezzi. La domanda di gas dell'UE dipende per oltre il 90% dalle importazioni. Dall'invasione russa dell'Ucraina, l'UE ha ridotto la sua dipendenza dal gas russo e ha spostato progressivamente l'offerta verso il GNL, che ora rappresenta quasi la metà (47%) dell'offerta totale di gas. Di conseguenza, l'UE è diventata il maggiore importatore di GNL, superando Cina e Giappone.

Il portafoglio di approvvigionamento di GNL dell'UE si è progressivamente concentrato, con il GNL statunitense che svolge un ruolo centrale. Con 84 miliardi di metri cubi, gli Stati Uniti rappresentano il 58% delle importazioni di GNL dell'UE e il 25% del consumo totale di gas. "Questa dipendenza è destinata ad intensificarsi con l'entrata in funzione di nuove capacità di esportazione statunitensi e con la fine delle importazioni di GNL russo entro la fine del 2026, in base al regolamento UE sull'eliminazione graduale del gas russo", si legge nel rapporto.

Il report evidenzia che garantirsi ulteriori forniture di GNL tramite nuovi contratti è un processo lungo, dati i tempi necessari per la costruzione di nuove capacità di GNL. L'offerta aggiuntiva dipende spesso da nuove capacità di esportazione, la cui entrata in funzione richiede in genere dai 4 ai 6 anni dalla decisione finale di investimento. Di conseguenza, una quota consistente delle importazioni aggiuntive di GNL dell'UE è stata acquistata tramite il mercato spot. Sebbene ciò offra flessibilità a breve termine, aumenta anche l'esposizione dell'UE alla volatilità dei prezzi spot globali del GNL, soprattutto in caso di contrazione dell'offerta globale o di intensificazione delle tensioni geopolitiche.

Dal 2023, l'ACER monitora i prezzi spot del GNL nell'UE attraverso la sua valutazione giornaliera. La valutazione del 2025 si basa su un numero record di 980 transazioni spot segnalate, pari a 81 miliardi di metri cubi di scambi spot di GNL, mentre i volumi spot di GNL importati nell'UE hanno raggiunto i 54 miliardi di metri cubi. Le transazioni segnalate confermano il TTF olandese come principale benchmark per i prezzi spot del GNL nell'UE, utilizzato come indice di riferimento per il 74% delle transazioni spot.

Commentando la chiusura dello Stretto di Hormuz, considerando che Qatar ed Emirati Arabi Uniti hanno una capacità di esportazione equivalente a circa il 20% dell'offerta globale i GNL e che una chiusura prolungata per tutto il 2026 eliminerebbe completamente 112 miliardi di metri cubi di capacità di esportazione, l'ACER sostiene che parte della perdita di offerta potrebbe essere compensata da nuove capacità di GNL in altre aree. Prevede che i progetti che hanno iniziato le consegne nel 2025 aggiungeranno circa 50 miliardi di metri cubi nel 2026, man mano che entreranno in funzione, mentre i progetti programmati per iniziare le consegne nel corso del 2026 potrebbero fornire ulteriori 15 miliardi di metri cubi.

Guardando al futuro, si possono considerare due scenari principali. In caso di chiusura totale dello Stretto di Hormuz per tutto il 2026, l'offerta globale di GNL subirebbe una carenza netta di 27 miliardi di metri cubi rispetto al 2025, anche tenendo conto dei 20 miliardi di metri cubi già consegnati da Qatar ed Emirati Arabi Uniti prima dell'interruzione. Ciò probabilmente intensificherebbe la concorrenza globale per i carichi spot di GNL. Qualsiasi ulteriore aggiustamento necessario per colmare il restante divario di 27 miliardi di metri cubi dovrà provenire dal lato della domanda, sia attraverso il passaggio a combustibili diversi, sia attraverso riduzioni della domanda di gas determinate da restrizioni amministrative o da una minore accessibilità economica dovuta ai prezzi elevati.

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