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Teleborsa

L'Oro torna sopra i 5.000 dollari

articolo pubblicato il 4 febbraio 2026 - 16.24 in Commodities
Rimbalza oltre i 5.000 dollari l'oro, dopo le pesanti vendite che la scorsa settimana hanno spinto il mercato a correggere di cirfca mille dollari in poche ore. Una doccia fredda che ha colto di sorpresa i piccoli investitori, ma non certo i professionisti della finanza. Questa settimana, come da rituale è scattato un recupero del metallo prezioso, con il Future in consegna aprile che si è spinto a 5.077 con un rialzo del 2,88% rispetto alla vigilia. Ciò agigorna la performance ad una settimana a -4,57%, mentre la performance ad un mese resta largamente positiva (+17,23%).

Un rimbalzo atteso

Il rimbalzo dell'oro era largamente atteso. Osservando gli ultimi dati del COT (Commitment of Traders) datati 27 gennaio 2026, emerge che i commercials hanno liquidato le posizioni corte (-31.073) ed aumentato le posizioni long (+10.331). Un segnale che indica una certa confidenza degli "addetti ai lavori" verso una risalita del mercato. Al contrario, i non-commercial, che rappresentano la componente più speculativa del mercato, hanno liquidato ogni posizione sia long (-43.672) sia short (-4.298) per non trovarsi scoperti in vista del fine settimana. Un segnale di cautela e carenza di liquidità.

Il dollaro torna ad apprezzarsi

Il dollaro ha continuato ad apprezzarsi, soprattutto contro l'euro, in risposta alla nomina di Kevin Warsh alla Presidenza della Federal Reserve, letta dai mercato come "hawkish", date le posizioni più caute recentemente espresse dal futuro Presidente. Il dollar index si è portato a 97,34, mentre perde terreno l'euro a 1,1818 USD, scontando future mosse espansive della BCE, complice la frenata dell'inflazione. Di fronte ad un dollaro più forte, l'oro avrebbe dovuto perdere terreno, ma il mercato ha pressoché ignorato l'effetto cambi.

Le attese più degli analisti nel breve

Nonostante la violenta correzione della scorsa settimana, l'oro si conferma un asset rifugio e non può che trarre vantaggio dalla situazione di incertezza geopolitica e dalle variabili chiave dell'economia. Minor impatto dovrebbe avere l'inflazione, che tende ormai a valori ritenuti normali, a parte il possibile impatto dei dazi.

David Pascucci, market analyst di XTB spiega che "i recenti ribassi" possono essere spiegati dalla "forte volatilità sui massimi", che "ha spinto a vuoti di liquidità che hanno comportato un difficile incontro tra domanda e offerta", mentre le vendite "hanno spinto ad un’erosione dei margini di negoziazione, comportando chiusure di posizioni forzate che hanno spinto a cali molto forti". "Al momento la dinamica dei prezzi su base mensile rimane sorprendentemente rialzista", sottolinea l'analista, ipotizzando che "il ritorno sui massimi assoluti intorno area 5600 dollari l’oncia potrebbe risultare un vero e proprio azzardo", mentre "l’area dei 4400 dollari l’oncia potrebbe rappresentare una buona area supportiva per questo mese".

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